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Aperitivo fra le Righe: ci scambiamo qualche titolo?

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AperilibroBO

Mentre gli Aperitivi fra le Righe sono ancora in corsa, (Milano il 18 e poi a gennaio a Perugia, ma non è detto che non ci sia qualche tappa a sorpresa…) apriamo questo post per condividere i libri delle serate già trascorse.

Ci piacerebbe che qui ci raccontaste che libro avete portato all’ Aperilibro e quale libro avete ricevuto. In questo modo, potete restare in contatto con le Persone Maiuscole a cui avete donato o da cui avete ricevuto il libro e condividere con chi non c’era i vostri titoli.

Chi comincia?

Noi di FiordiRisorse
http://news.fiordirisorse.eu/chi-siamo/

39 Commenti

  1. Una serata bolognese meravigliosa in cui ho voluto condividere il mio romanzo preferito: Molto forte, incredibilmente vicino – di Jonathan Safran Foer. Mi ha colpito per la prospettiva, il punto di vista: il protagonista è un bambino. Mi ha colpito la sua storia e il modo in cui viene raccontata. È un romanzo che coglie il mistero dell’esistenza, la bellezza della scoperta ed è caratterizzato da una scrittura molto originale, uno stile in qualche modo pirotecnico.
    Il titolo originale è Very loud, extremly close. Ed in effetti è un libro che si SENTE in tutti i sensi. Buona lettura

    1. Ho ricevuto il libro di Borja Vilaseca “Il Piccolo Principe si mette la cravatta” che racconta la storia vera di come un giovane Direttore Risorse Umane promuovendo lo sviluppo personale e l’intelligenza emotiva dei collaboratori abbia contribuito a migliorare l’efficienza e la produttività di una società di consulenza.
      Un bell’esempio di ispirazione che ti fa dire “Perché no?”.
      Ho regalato il libro di Italo Calvino, Lezioni Americane. Si tratta di un libro scritto da Calvino nel 1985 in vista di un ciclo di sei lezioni da tenere all’Università di Harvard, nell’ambito delle prestigiose “Poetry Lectures” e mai presentate per la morte prematura dell’Autore.
      Un’opera profetica e ricca di riferimenti culturali che delinea i valori letterari importanti nel terzo millennio.
      Nell’occasione, a proposito di futuro, auguri di un Buon 2018 a tutti!

  2. Il titolo del libro che ho avuto il piacere di introdurre e regalare ieri all’aperitivo tra le righe a Bologna è “Cosa tiene accese le stelle” di Mario Calabresi. Lettura ricca di spunti di riflessione (pro)positivi all’insegna del coraggio. Grazie FdR!

  3. Non sono potuto intervenire, quindi sono ‘abusivo’ in qs discussione.. ma l’iniziativa è bellissima!!!
    ..se fossi venuto avrei portato I SILLABARI di Parise, che consiglio per la sua prosa poetica e non ultimo anche per le ‘Avvertenze’ (le chiama così, l’autore, come se fosse il bugiardino di un farmaco)
    Ciao a tutti

  4. All’aperitivo tra le righe di Bologna del 13 dicembre ho portato La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi perché mi riporta ai momenti in cui mio padre, seduto sulla sua poltrona preferita, ce ne leggeva dei brani ad alta voce. Da quei momenti ho imparato che i libri di cucina contengono un sacco di storie che vale il piacere di leggere in sé. Come ho detto durante la serata, ho appeso il mestolo al chiodo da un po’ di tempo, ma continuo a leggere i libri di cucina e le loro storie.
    Ho ricevuto un libro che desideravo leggere da tempo, ovvero Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio di Italo Calvino.
    Un bella serata, di quelle in cui senti di tornare a casa arricchito.

  5. Io ho portato”Il negoziato emotivo” di R. Fisher e D. Shapiro: un testo che è il punto d’incontro di un percorso iniziato quasi 15 anni fa e che mi ha fatto comprendere che l’essere umano è un animale a razionalità limitata. Le emozioni nel bene e nel male permeano le nostre esistenze nell’ambito familiare, in quello lavorativo e nelle società, eppure troppo spesso ce ne dimentichiamo o non ne siamo consapevoli.
    Non è un caso allora che il libro che ho ricevuto sia “Le Vostre Zone Erronee” di Wayne W. Dyer: uno psicologo che scrive di scelte nell’ambito di una cornice emotiva.
    Storie di ordinaria e magica alchimia targate FiordiRisorse.

  6. Bellissima serata!

    Io ho portato i “Tre Moschettieri” di A. Dumas, Perchè? D’Artagnan rappresenta l’emblema del problem solving, della genialità, dello spirito con cui bisognerebbe affrontare le cose, di petto e con arguzia. Il libro è il primo di una serie di tre, nei quali si vede crescere il personaggio insieme ai tre moschettieri, amici per una vita sebbene le strade prendano percorsi diversi e a volte opposti.. Una lettura sia divertente che commovente.

    Ho ricevuto in dono il libro “E’ quel che è”, LE «POESIE D’AMORE DI PAURA DI COLLERA» DI ERICH FRIED. Un libro inaspettato che ti fa capire che non tutto nella vita è razionale e che bisogna prenderla per come viene senza cercare di capire tutto.. almeno questa la prima interpretazione senza ancora averlo letto..

  7. Per questa serata ho regalato ‘Il Ciclope’ di Paolo Rumiz.
    E’ un racconto della vita su un faro sperduto nel Mediterraneo.
    Un viaggio fatto rimanendo sempre nello stesso posto, vivendo le emozioni continue di chi vuole scoprire sempre qualcosa. La scoperta che anche un’isola su un faro porta continuamente intense percezioni in continuo cambiamento, anche quando non fai nulla: esattamente quel che succede quando navigo sulla mia amata Makò.

    Ho ricevuto ‘Le otto montagne’ di Paolo Cognetti.

    Buon Natale a tutti.

    Roberto

  8. Il regalo che mi sono fatta quest’anno è stato partecipare a due delle serate in calendario, diverse per stili e persone perché la bellezza di FiordiRisorse è che intercetta nelle diverse regioni tutte le impronte geografiche (e quindi anche culturali). A entrambe ho portato con me Wyslawa Szymborska nelle sue edizioni rare e insolite.
    A Firenze con “Due punti” – edizioni Libri Scheiwiller – perché come tira giù il velo dei poeti la Szymborska, rendendoli umani e quotidiani, non riesce nessuno.
    A Padova con “Ok? Nuove letture facoltative” – dove lei dimostra di amare i libri meno conosciuti, i minori che spariscono all’occhio comune – edito da Libri Scheiwiller nella collana “Prosa e Poesia” diretta da Alfonso Berardinelli, l’introduzione è di Roberto Galaverni, la traduzione di Laura Restio. Come ci ricorda Roberto Galaverni nell’introduzione, «la Szymborska è complessa, problematica, pur essendo semplice e pur scrivendo in tutta tranquillità, senza bisogno alcuno di mostrare i muscoli per imporre qualcosa che vuole fare scaturire da una reazione con le cose stesse. Diciamo che questo è il suo piccolo miracolo» (pagina 14). Si tratta dunque di un testo scritto con «intelligenza, comprensione, ironia, leggerezza, eleganza, sintesi, precisione, senso del gioco e umorismo». E volendo chiudere in bellezza: «Sembra quasi trattarsi di un micro-genere letterario, per tipologia, ritualità, impostazione, lunghezza, voce, lingua, struttura, finalità ecc.; qualcosa a metà tra racconto minimo, critica, aforisma, epigramma, apologo e quant’altro».
    Ricevuto in cambio: a Firenze “Le voci che corrono. I più antichi media del mondo”, di Jean Noël Kapferer (regalo di Daniela Chiru, incontro magico di fine anno) e a Padova “Anna che sorride alla pioggia”, regalo di Guido Marangoni che è anche autore del libro, ma l’ho scoperto solo alla fine perché non lo conoscevo (qui mi sono anche commossa mentre ne leggeva un passo, i testimoni del Caffè Pedrocchi possono confermare!).
    Buone feste a tutti.

  9. Ho portato “La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo” di Lawrence Sterne. Mi ha insegnato cos’è l’ironia. A quindici anni non era cosa da poco :)

  10. Ho regalato “L’arte di correre” di Murakami e questo è il brano che ho letto agli amici di fiordirisorse: ” Gli esseri umani trovano naturale perseverare nelle cose che amano, e in quelle che non amano no, sono fatti così. In questo la volontà avrà certo un suo ruolo, ma nessuno può continuare per molto tempo a fare qualcosa per cui non è portato, nemmeno se possiede una volontà di ferro, nemmeno se per carattere non tollera sconfitte. E anche ammettendo ci riesca, non ne trarrà alcun beneficio.”
    Ho ricevuto “L’orsetto bruno e i colori della luce” di Fausto Panizzolo.

  11. Fino all’ultimo non sapevo se c’è l’avrei fatta ad arrivare in tempo, ma sentivo che ci dovevo essere. Quando sono entrato al Caffè Pedrocchi di Padova ho subito pensato: “Perché ci son venuto?” Immersi in un caos totale, a causa di una festa concomitante, una ragazza tentava di leggere alcune righe del libro da lei scelto. Da lì a pochi minuti, l’atmosfera e’ cambiata, radicalmente. In una sala verde, dove ci siamo spostati, e’ nata una magia che mi ha segnato. Perfetti sconosciuti leggevano pagine che li avevano cambiati e li regalavano ad altri. Una serata con due codici ben precisi: l’intimità e la generosità. Un atto intimo che per molti ha assunto il gesto di rendere nuda la propria anima, di far osservare le proprie crepe, di voler condividere pezzi di felicità che le vite degli altri, raccontate nei libri, ci fanno apparire proprie. Un atto generoso perché quando si dona un libro si rende all’altro qualcosa di se stessi, un frammento del proprio specchio, una visione personale del mondo. La serata e’ volata come le pagine di un libro che non vorresti mai finisse. Poi ognuno ha ripreso la sua strada. Una strada di libri, memorie, riflessi. Una serata così mi ha toccato dentro. Quando ci si guarda dentro e si e’ grati, qualcosa cambia, sempre.
    P.S. personalmente ha scelto di leggere un racconto preso da “Notturni Inquieti”, scritto da Pier Luigi Celli. Ho ricevuto in dono a “Occhi aperti” di Mario Calabresi.

  12. Ho partecipato alla serata di Bologna ricevendo Facciamo ordine di Sabrina Toscano di cui ho già iniziato la lettura ed è davvero interessante….non credo impiegherò molto a finirlo !
    Ho portato Saltatempo di Stefano Benni perché quando ero in quarta superiore ho saltato un giorno di scuola per andare a sentirlo all’autogestione di un altro liceo e se prima l’autore mi piaceva dopo è stato proprio amore partito da un gesto più di cuore che ragionato come scappare da una scuola per entrare in un’altra.
    Sono rimasto piacevolmente colpito da come vengano fuori particolari interessanti e divertenti da pochi minuti di lettura di un libro che da settimane di lavoro insieme.

  13. Il lato magico dei social

    Porta con te il libro della vita e regalalo a chi non conosci. La serata si prospettava ricca di emozioni.
    Ho portato con me lo studio sulle voci di Kapferer, sperando di poter trasmettere la mia passione per questo fenomeno misterioso: da FakeNews a simbolo di libertà, dal suo lato seducente alla struttura ben precisa dei rumors.
    Il titolo del libro è Le voci che corrono, ed è un analisi dell’utilizzo consapevole dei
    rumors in politica, nella concorrenza industriale e commerciale, nella vita dei VIP.
    J N Kapferer è un docente universitario francese, un esperto di comunicazione e
    branding, l’autore del modello di branding Prisma a 6 Facce o Prisma d’identità. Un
    consulente attivo per alcune società europee e asiatiche per la gestione dell’immagine
    pubblica del marchio.
    Perché vere o false, le voci distruggono reputazioni, influiscono il voto elettorale,
    influiscono la nostra scelta nell’ acquistare un marchio piuttosto che un altro.
    Conoscere Stefania Zolotti ha aggiunto magia ed emozione ad una serata così interessante.
    Il suo regalo è stato il libro di W Szymborska “Due punti/Qui”, la poetessa polacca premio Nobel per la letteratura.
    L’emozione di custodire il suo dono inaspettato è difficile da descrivere. Aggiungi una dedica e comprenderai la magia di questo incontro.

  14. Io ho portato”Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi , scrittrice iraniana che ha vissuto in prima persona il duro regime di Khomeini.
    Docente di letteratura inglese e americana all’università di Teheran, crede nella CULTURA e nella BELLEZZA per combattere la dittatura, e lo fa con coraggio, originalità, ma anche ironia.
    Invita clandestinamente alcune studentesse a casa sua, e con loro legge e commenta i grandi autori americani del ‘900, trovando in queste letture un antidoto al regime islamico vigente in Iran in quegli anni e alle sue assurde regole imposte alle donne.
    Libro molto coinvolgente, che riprende un tema già affrontato da Ray Bradbury nel suo Farenheit 451, i libri contro il potere …

    Ho ricevuto da Chiara Opisso (che ringrazio ancora) “Molto forte, incredibilmente vicino” di Safran Foer.

    Bellissima iniziativa, grazie a Osvaldo per l’idea e grazie a tutti gli amici FdR per la realizzazione !

  15. Serata milanese. Tanti bei libri, spero di ritrovare i titoli per potermi dedicare a un pò di letture e di autori che non conoscevo come “La banalità del male” di Hanna Arendt , il libro che ho ricevuto e che mi ha incuriosito.
    Io invece ho portato un libro a me caro, soprattutto in questo fine anno pieno di cambiamenti “Canto di Natale” di Dickens. Un libro senza tempo. Uno sguardo al passato ma senza vincoli. Qui ed ora, per costruire il presente e il futuro….che non è ancora stato scritto.

  16. Sappiamo che la vita è tutto un fatto di psicologia
    un unico vero libro della vita mi ha realmente cambiato il quotidiano.
    Mi ha derubricato ad atteggiamenti vari aspetti che ritenevo dovuti al carattere facendomi vedere tutto in modo diverso.
    lo consiglio a chi vive un momento di riorganizzazione personale.

    Vivere momento per momento di Jon Kabat-Zinn

  17. Alla serata di Senigallia del 12 dicembre ho portato “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman. Il tema centrale del libro è l’amicizia che nasce in un periodo storico terribile, il nazismo, tra un ragazzo ebreo e un ragazzo tedesco. Un’amicizia che si consolida presto, che gli eventi del periodo la spezzano altrettanto rapidamente e che si ricompone in maniera triste e inaspettata. Quello che ne scaturisce, alla fine, è il legame profondo e autentico tra i due ragazzi.
    Ho ricevuto “Il negoziato emotivo”, un saggio sulle emozioni che vedrò di leggere al più presto.

    Grazie a Fior di Risorse per serate così belle.
    Buone Feste a tutti.

  18. Ciao! Ho partecipato alla serata milanese di ieri, 18 dicembre.
    È stato un modo di scambiarsi gli auguri regalandoci piccoli pensieri, riflessioni e storie, che per pretesto avevano un libro. Per incontrare persone nuove, che magari faranno realmente nuovo anche l’anno che viene.
    Ho portato “La linea d’ombra” di Joseph Conrad ed ho ricevuto “L’Aleph” di J.Luis Borges.
    Nel nostro tempo, il cambiamento è spesso un imprevisto che ci sorprende e per cui al meglio possiamo mostrarci resilienti e flessibili. “La linea d’ombra” per me è il segno che anche in questo tempo il cambiamento (“la linea” appunto) si può sceglierlo, anziché subirlo.
    Sceglierlo alla prima inquietudine che ci coglie (“l’ombra”).
    Tanto, l’esito sarà comunque un inaspettato, ma che noi per primi eravamo disposti ad accogliere

  19. Pensavo fosse difficile scegliere il libro da portare e da condividere. In realtà, come spesso accade, è stato il libro a scegliermi. Ho voluto raccontare e regalare “Federico”, di Leo Lionni. Una bellissima favola che è parte di me da quando avevo 6 anni. E che ancora oggi, a ogni rilettura, mi porta ricchezza. Parla di un topolino, Federico appunto, che raccoglie il calore, i colori e le parole. Per restituirle durante i freddi giorni di inverno agli altri topolini. Un racconto magico, che tanto ha a che fare con il lavoro della Comunicazione. Il mio lavoro, dunque.

    Durante la preziosa serata dell’Aperitivo tra le righe ho ricevuto “Il club Dumas” di Arturo Pérez-Reverte. Presentato dall’amica Gemma, che ha creato in me tanta aspettativa. Questo dono farà certamente parte delle #cosebelle che mi accompagneranno durante le prossime Feste!

  20. L’invito diceva di portare con se un libro della propria vita. Dato che ci sono alcune libri che fanno parte della mia vita da tanti anni, alla fine ho scelte “E’ quello che è” di Erich Fried. Mi è stato regalato quasi 30 anni fa quando avevo iniziato un nuovo percorso per arricchire le giornate lavorative, cioè mi sono messa in proprio. Adesso mi trovo di nuovo sulla soglia per far nascere un’altra iniziativa quasi come resoconto dalla mia vita vissuta fino ad ora.

    In dono ho ricevuto “La disputa felice” di Bruno Mastroianni che si amalga perfettamente con quello che sto creando.

    Era bello di far parte di un ‘social’ fuori web, smartphone & co. In poi un grande GRAZIE ad Osvaldo per aver fatto nascere quei incontri.

  21. APERITIVO TRA LE RIGHE

    Ieri sera durante l’Aperitivo fra le Righe promosso dall’associazione Fior di Risorse a Milano ho presentato un libro che mi sta molto a cuore : L’ULTIMA LEZIONE di Randy Paush.

    Un testo pieno di spunti, di lezioni di vita per la vita.

    Un libro pieno di concretezza, pragmatismo e cortesia come i posts su linkedin delle Persone di Fior di Risorse che leggo sempre con molta attenzione.

    Un augurio di Buone Feste magari leggendo Paush o “Le Solitudini dell’anima” di Maurizio De Giovanni che ho ricevuto in dono durante la serata da Salvatore Lo Tufo che ringrazio.

    Per chi non leggerà Randy consiglio comunque di guardare l’Ultima Lezione di Randy Paush su youtube.

  22. A Milano ieri 18 dicembre è tornato il piacere dello scambio degli auguri con i libri scambiati tra sconosciuti!

    Ho regalato “Non chiedermi quando” di Concita De Gregorio, una serie di istantanee su alcuni personaggi famosi, rese intense dalla brevità del racconto, come fossero piccole poesie. Brevi come il tempo che scorre e che ti costringe a veloci consuntivi per ricordarti di “non sbagliare strada, persona, occasione…” .

    L’ho regalato a Gionata, un uomo mite dallo sguardo gentile..

    Federica, invece, mi ha donato QUIET , un libro sulla “leadership” silenziosa, per un mondo che non sa smettere di parlare per dare voce agli introversi.
    Ci pensavo in questi giorni: quante parole e quanto chiasso fanno le parole , quando sono troppe!

    Scritto da Susan Cain, una consulente che ha fondato un’azienda, QUIET REVOLUTION, per aiutare gli introversi, di tutte le età, che sono capaci di ascoltare e parlano dopo…

  23. Alla serata milanese ho portato “Wonder”, di Palacio: è un libro per ragazzi, ma affronta varie tematiche (amicizia, solidarietà, leadership, sostanza/apparenza, pregiudizi, …) valide per qualsiasi età. La mia scelta è stata motivata soprattutto dalla condivisione del principio “io scelgo la gentilezza”, rimarcato nel libro: “sii un pò più gentile” perchè non sai cosa possa aver passato (durante la giornata… o nel corso della vita) chi ti sta di fronte.
    Ho ricevuto da Paolo, che ringrazio, “Endurance”, di Lansing. Lo leggerò subito!

  24. Davvero una bella serata l’aperilibro di ieri sera a Milano: tanti spunti interessanti di riflessione e consigli per le prossime letture.
    Ho ricevuto da un simpatico concittadino di Luigi Pirandello “Uno, nessuno e centomila” che leggerò con rinnovato interesse alla luce della presentazione di ieri.
    Mi auguro che la gentile signora a cui ho consegnato “Terra!” di Stefano Benni affronti la sua lettura con piacere: sono comunque certo che, dopo ieri sera, sia comunque in grado di combattere efficacemente lo slok-slok p’i casomai dovesse imbattersi in lui navigando nel cosmo…

  25. Ho partecipato all aperitivo di Milano. E’ stata una piacevole occasione, peccato non avere avuto piu’ tempo per conoscere meglio tutti I partecipanti. Ho ricevuto in dono “Il piccolo Principe”, un libro prezioso che rileggero’ molto volentieri. Ho portato con me e regalato a Domenico Fama’ “L aleph” di J.L. Borges. Si tratta di uNA serie di racconti in cui spesso realta’ e irrealta’ (o possibile realta’) si mescolano. Sono sicuro che Domenico sapra’ apprezzarlo. Non ho avuto modo di scrivere una dedica, ma sarebbe stata la seguente ( parafrasando Borges): “Lascio ai futuri possibili ( ma non a tutti) questo libro in dono, nella certezza che un giorno ci ritroveremo esattamente qui a questo aperitivo e ci racconteremo gli stessi libri, come se fosse la prima volta. Potranno cambiare I dettagli, I piatti, la disposizione nella sala…ma I volti e le voci saranno di nuovi gli stessi”.

  26. Ho partecipato all’Aperitivo Tra le Righe di Bologna.
    Il libro che ho regalato è “Quattro tazze di tempesta” di Federica Brunini.
    Ho comprato questo libro due anni fa, era un periodo di crisi e di grande stress e nel profondo bisogno di allontanarmi da tutto, ho prenotato un aereo da un giorno all’altro. Cercavo un libro che fosse il mio compagno di viaggio. Non volevo un libro qualsiasi, ma IL libro perfetto per quel momento. Così un giorno vidi un post della Feltrinelli su Facebook dove c’era la foto di questo libro con un post-it sopra che diceva “Un romanzo dedicato alle donne che devono superare la tempesta che ognuna di noi porta dentro di sé. Un libro emozionante per Donne coraggiose!”…avevo trovato il mio compagno di viaggio.
    Il libro parla di quattro amiche inseparabili, donne alla soglia dei 40 anni, che hanno preso strade diverse ma che ogni anno si ritrovano per festeggiare il compleanno di una di loro. Ognuna ha fatto il suo percorso, ognuna ha la sua vita…ma nessuna vita è perfetta.
    Quel libro fu una rivelazione, ogni pagina sembrava essere stata scritta per me, una delle protagoniste ero esattamente io con tutte le paure, insicurezze e difficoltà di una giovane 40enne che sente la vita sfuggirle di mano. Ho trovato nel libro tutta una serie di coincidenze pazzesche…io ero all’interno del libro. L’ho divorato. E poi ho mandato una mail alla scrittrice perché la situazione era talmente assurda che non potevo tenerla per me. Mi ritrovai così a scrivere una lunghissima mail a una perfetta sconosciuta in cui le raccontavo tutta la mia vita. Non pensavo certo che mi avrebbe risposto…anzi ero sicura che una giovane stagista col compito di filtrare la posta si sarebbe fatta due risate per poi cestinare inesorabilmente tutta la mia vita. Invece no, un paio di giorni dopo Federica mi ringraziò pubblicamente con un post su facebook, aveva indubbiamente letto la mia mail.
    Fu così che entrammo in contatto. Fu così che scoprii al rientro dal mio viaggio, che la sera stessa Federica sarebbe stata a Bologna per presentare il libro, non potevo mancare.
    Ci siamo conosciute e in qualche modo siamo diventate amiche, ci teniamo in contatto.
    L’ultima coincidenza che ho scoperto conoscendoci, è che entrambe siamo nate il 4 aprile.
    A volte le cose non accadono per caso.
    Così come le quattro donne del libro, alla fine anch’io “ho attraversato la tempesta per uscirne trasformata e più forte”…perché noi Donne siamo così.

  27. Alla piacevole serata bolognese ho portato “Open” di Andre Agassi. Un libro che parla di sport ma che in realtà racconta la vita, le sue contraddizioni, le emozioni e i sentimenti.

    Ho ricevuto “Il giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani, un classico, bello ed intramontabile.

    Complimenti per l’organizzazione.

    Un caro saluto a tutti i partecipanti.

  28. Ciao a tutti! Ho partecipato alla serata milanese del 18 dicembre.
    È stato un modo “diverso” di darsi gli auguri : scambiarsi emozioni e calore senza neanche conoscersi, regalando piccoli pezzi della propria vita vissuta.
    Ho portato con me “Start with Why” di Simon Sinek ed ho ricevuto “Buona vita a tutti” di J.K. Rowling.
    Nella vita personale e professionale dobbiamo sempre chiederci perché facciamo quello che stiamo facendo e per chi. Qual è il senso che vogliamo dare alla nostra vita privata e lavorativa.
    Un libro per ispirarsi ed ispirare come hanno fatto Martin Luther King, i fratelli Wright e tanti altri ancora…

  29. Orgogliosa di ospitare nella mia città anche quest’anno l’Aperilibro di FdR, peccato solo che il più bel “Caffè” di Padova fosse meno all’altezza delle aspettative. Ma questa è un’altra storia.
    Ho portato Shantaram, il terzo, tra i libri della mia vita, ma l’unico che ho reperito in tempi record in libreria. La storia (vera) di un professore che diventa improvvisamente border-line perché a volte, la vita, fa scherzi pesanti e ti separa dalle uniche cose che ti sembrano contare. E quindi non conta più nulla, e pensi che hai tutto il diritto di buttarla nel cesso.
    Sbagliato: fuggiasco, finisce prima nello slum di Bombay e poi in Afghanistan a fare il guerrigliero; apprende che vivere è assai complesso ma è un dono da usare, sempre troveremo qualcuno che ci vorrà bene e a cui volerne, senza motivo, a volte, ma sempre ci cambierà. Thomas, a cui l’ho regalato, dice che è un segno, quel titolo e quel regalo. Lo spero!
    Ho ricevuto “sei cappelli per pensare” di De Bono. Lo leggero’ a Natale.
    Serata bellissima con persone interessanti e generose.

  30. La serata marchigiana è stata tenuta a Senigallia, il 12 dicembre. La compagnia è stata delle migliori, come ottima abitudine di #FdR. Ho regalato alla persona che conoscevo meno: “Andando verso il capo”, racconto di un viaggio attraverso l’Africa con soli mezzi pubblici, da nord verso sud. Un viaggio trasformativo dell’anima e della conoscenza.

    Ognuno regala il suo, ognuno ne guadagna uno: un gesto a sorpresa per allargare le conoscenze e far nascere nuovi rapporti. Stavolta m’è toccato Riccardo Caserini: “Mollo tutto e parto…”

    Più che un titolo, un ispirato suggerimento.

  31. Di passaggio da Milano, ho partecipato alla bellissima serata da Coffice. Riassumo: mi sono sentito molto molto bene. Peccato che per un impegno non sia potuto restare fino al termine e chiacchierare con tutti.

    Ho donato “Contro il metodo” di Paul K. Feyerabend. E’ un vecchio libro a mio avviso ancora importante, anche per le scienze sociali e per un approccio non conformista al lavoro: “Idee che oggi formano la base stessa della scienza esistono solo perché ci furono cose come il pregiudizio, l’opinione, la passione; perché queste cose si opposero alla ragione; e perché fu loro permesso di operare a modo loro”.

    Inevitabilmente, sono andato contro il metodo della serata e l’ho regalato alla persona che per prima ha detto che le avrebbe fatto piacere leggerlo. Ma purtroppo non conosco il suo nome: please, se sei in ascolto, mi fai sapere cosa ti ha suscitato la lettura?

    Grazie Sara per avermi donato Canto di Natale. In queste serate di vacanze insieme, Niv – il nostro ragazzino di quasi 7 anni – non fa che chiedermi di leggerlo insieme ed ha voluto assolutamente che lo portassimo in Iran con noi.

    A presto! E grazie ancora a #FdR e a tutte le Persone Maiuscole che hanno reso possibile quell’incontro.

  32. Per me erano tutti volti nuovi e devo dire che è stato affascinante conoscere persone nuove attraverso il libro che hanno portato prima di tutto.

    Io ho portato ‘Stoner’ di John Edward Williams (ed. Fazi)

    Ho scelto questo libro appunto perché me lo ha consigliato una persona che non conoscevo e mi sono fidata della prima sensazione. E’ un libro di una potenza che ho trovato raramente ed ha il potere di sedimentare e di ritornare prepotentemente nel corso del tempo per svelarti sempre qualcosa di nuovo (anche dopo mesi). Soprattutto è interessante come la vita di un uomo che non si è mai spostato più di 150 miglia da dove è nato possa diventare una storia così coinvolgente, profonda e complessa al tempo stesso…mi ha fatto pensare che anche da cose apparentemente banali possono nascere grandi successi in tutti i campi.

    Lo consiglio assolutamente, vi toglierà il fiato!

  33. Ho partecipato all’incontro di Bologna e l’aperitivo tra le righe è uno dei modi più piacevoli per incontrarsi, conoscersi o ritrovarsi. Ho portato il libro di Jorge Luis Borges ‘L’artefice’ e in particolare un brano del racconto Everything and Nothing dove l’autore ci porta a vedere Shakespeare sotto la luce dei propri sentimenti e delle proprie paure. Amo particolarmente questo autore per il dono di saper giungere alla sintesi dell’animo umano e il brano scelto perché rappresenta uno Shakespeare che in qualche modo ci assomiglia nel continuo bisogno di ‘rappresentare’ , rischiando di perdere e non sapere più chi si è. Anche noi ogni giorno ci rappresentiamo, sul lavoro, in famiglia, con gli amici; rappresentiamo parti di noi senza mai svelare il tutto.
    Ho ricevuto in dono ‘Saltatempo’ di Stefano Benni e siccome nulla accade mai per caso, il libro di Benni finisce con un colloquio con Dio esattamente come il racconto di Borges. Due rappresentazioni di Dio molto diverse ma mi piace che nel ‘Saltatempo’ Dio dica al protagonista che ammette di non aver capito molto della propria vita (esattamente come dice Shakespeare in Everything and Nothing) : -Intanto hai vissuto e questo è un gran bel risultato-

  34. Dato che il libro della vita non si cambia tutti i giorni…ho RI-portato “Endurance” di Alfred Lansing – La staordinaria avventura di Shackleton al Polo Sud …
    sia alla Notte di Natale Anticipato che all’Aperitivo di Firenze!?

    E’ frutto di un resoconto approfondito e dettagliato di come 27 uomini nel 1914 siano stati in grado di sopravvivere 25 mesi in Antartide a seguito della distruzione della propria nave.
    Non mi dilungo sulla vicenda che, anche se non si conosce, ha dell’incredibile! La capacità unica dell’essere umano di organizzarsi in “branchi” o comunità di individui capaci di auto gestirsi e di “innovare” quotidianamente in barba a tutte le cosiddette tecnologie …ed a riprova basti pensare che un nipote di un componente dell’equipaggio, ex ufficiale dei Navy Seals inglesi, è tornato in Antardine per compiere l’impresa iniziale che l’equipaggio di Shackleton non era riuscito a portare a termine e, nel gennaio del 2016, con tutti gli ultimi ritrovati delle scienza e della tecnologia, è deceduto…

    Loro non solo sono sopravvissuti per 25 mesi ma si sono salvati da soli “scappando dall’Antardine”, navigando col sestante (!!) per 800 nm con una “barca” di 6 mt e poi scalando una montagna di 3000 mt senza alcun aiuto…mettendo in pratica un impresa che nemmeno gli eroi mitologici sarebbere stati in grado solo di pensare.

    Ho ricevuto “Le leggi della semplicità” di John Maeda e “La casa dei sette ponti” di Mauro Corona,
    due libri molto diversi ma entrambi stimolanti e pregni di significati “senza tempo” che ho trovato molto utili nella vita quotidiana

  35. Ho partecipato alla serata FDR del 18 Dicembre scorso a Milano. E’ stato un bellissimo momento d’incontro in cui ho raccolto molte ispirazioni sui libri e sulle persone.
    Ho regalato il libro QUIET, di Susan Cain, di cui Benedetta ha scritto bene nel suo commento precedendomi. Un libro consigliato agli introversi ma soprattutto a chi non lo è! Per capire le potenzialità che le persone più silenziose, meno aggressive e talvolta meno “appariscenti” nascondono in sè. Un vero tesoro da scoprire.
    Ho ricevuto il libro ANNA, di Nicolò Ammanniti da una ragazza di cui non ricordo il nome e che mi piacerebbe rintracciare per restare in contatto. (Se mi leggi, batti un colpo!).

    Ho anche “ereditato” un libro dimenticato su uno dei tavolini: “Linea d’ombra” con una bellissima dedica di Domenico Famà. Se il legittimo destinatario di questo dono lo richiede, glielo restituisco altrimenti…..lo tengo molto volentieri!

    Spero in altre iniziative come questa a breve!
    Buon Anno Nuovo a tutti!
    Federica

  36. 18 dicembre Milano
    Un momento di amichevole condivisione tra modi di essere e si apparire diversi
    Ho potuto apprezzare una lettura ricevuta in dono dal titolo “ L’ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore “ . Randy Paush professore di informatica alla Mellon University di Pittsburgh, racconta della sua ultima lezione dinanzi agli studenti, lui malato terminale di cancro. Una delle frasi (ce ne sono molte) che condivido con tutti voi si riferisce al momento in cui il Prof Pausch parlando del proprio padre cita una frase che spesso si sentiva ripetere dinanzi alla libreria “ Se avete domande , cercatevi le risposte “

    Alla prossima

    Luigi

  37. Ho avuto il piacere di partecipare all’aperitivo milanese del 18/12 e di conoscere tante belle persone, un bel mix di risorse e cultura. Ottima la formula di condividere un libro, un modo autentico per conoscere “veramente” le “Persone Maiuscole” e scoprirle un po’ attraverso la storia proposta.
    Questo è un gruppo di persone che fa dei social network, e di LinkedIn in particolare, il suo luogo di incontro principale. Ed è questo uno dei motivi per cui ho scelto un classico della nostra letteratura per presentarmi e presentare, se non ribadire, un tema terribilmente attuale: l’identità (semmai una fosse) nell’era delle reti sociali.
    “Una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile.” Su questa visione, il Pirandello di “Uno, nessuno e centomila” risulta essere profetico, anticipando di un bel pezzo un tema centrale dei giorni nostri: la fuga perenne dalla realtà, esasperata oggi ancor di più da quella maschera virtuale messa in scena sui social network. Addirittura, per ogni social cambiamo maschera, poiché è la natura stessa del social che ce lo impone.
    E, come se non bastasse, utilizziamo anche modalità espressive che talvolta poco hanno a che fare con la nostra lingua nativa e che finiscono con il generare confusione nel malcapitato destinatario del messaggio: “Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sè, sono vuote? E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele, e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d’intenderci, non ci siamo intesi affatto.”
    Su quest’ultimo tema ringrazio il padrone di casa della serata, Osvaldo Danzi, per avermi regalato una interessante lettura sull’approccio linguistico degli italiani sui social network. Un diario di bordo, come scrive l’autrice @vera_gheno, per districarsi tra forme abbreviate, inglesismi italianizzati e semantica delle “faccine”.
    Un saluto infine a Luca Pietrantonio, a cui ho regalato “Uno, nessuno e centomila”, con l’assoluta certezza di avergli alimentato molti nuovi spunti di riflessione!
    Alla prossima!
    luciano

  38. L’evento nell’evento: dopo quasi 5 anni FiordiRisorse è tornata a Perugia con l’incontro dell’Aperilibro tenutosi presso il Tangram Interior Design con i padroni di casa Stefano e Sophie che ci hanno accolto nella location suggestiva di un ex ricovero di pellegrini del ‘300 tra volte e mura antiche che se pregnanti di molte storie da raccontare sono rimaste in silenzio ad ascoltare i partecipanti, amici vecchi e nuovi, intervenuti con i loro libri. La serata è trascorsa tra racconti, saggi, biografie, romanzi, fiabe, drammi di teatro e “lezioni” che hanno coinvolto, interessato, fatto riflettere e aperto a considerazioni e discussioni che hanno impreziosito la serat, l’animo e il “chi siamo”.
    Personalmente ho portato un piccolo libro sulla vita di un perugino DOC (tra l’altro con la fortuna di averlo conosciuto) Vittorio Gorini, vissuto a cavallo degli anni ’60 ’70 e ’80 a Perugia che, con la sua semplice e precaria vita, non istruito anzi quasi analfabeta, riuscì con la sua immaginazione, tenacia e grande voglia di libertà a esaltare la persona umana, le virtù che essa ha e che può generare e ad alimentare quella saggezza nel riuscire a “FARE POCO” perché quel poco non sia niente ma che invece sia il meglio ossia la cosa più grande che ognuno riesca a fare… libro scritto da Angelo Fanelli anch’esso perugino che conoscendo il “Gorino” da scienziato e docente Universitario sulla gestione delle risorse umane cambiò il suo lavoro nel cercare e valorizzare il lato umano delle risorse. In cambio ho ricevuto un bel libro “personalizzato” da Alessio dal titolo: IL SILENZIO di Erling Kagge ove si cerca di elevare a saggezza il silenzio non per voltare le spalle al mondo ma per osservarlo e riuscire a capilo meglio ascoltando i suoni interiori che spesso abbiamo sopito.
    Dopo la bella serata di ieri le volte e le mura trecentesche che in silenzio ci hanno ascoltato potranno raccontare nuove storie con le nostre parole.
    A presto.
    GLB

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