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Chi ha paura delle valutazioni?

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Prima di natale ho partecipato ad un incontro organizzato da una società di selezione del personale per la presentazione dei dati  sui futuri trend economici e sociali. L’incontro è stato molto interessante e ricco di spunti di riflessioni: hanno presenziato all’incontro una ventina di colleghi della funzione HR.

Riporto di seguito un passaggio della discussione che mi piacerebbe molto potesse continuare grazie a FiordiRisorse.

Si stava argomentando come nelle aziende sia diventato ormai indispensabile misurare con precisione la performance di tutti i collaboratori, puntando a realizzare una organizzazione sempre più efficace ed efficiente. Alcuni colleghi  sono intervenuti portando esempi innovativi ed interessanti

Tutti abbiamo concordato come sia sempre più richiesto anche dai dipendenti stessi (in particolar modo dai “millennium”) confrontarsi con un sistema chiaro , trasparente che possa premiare chi merita e di fatto autoescludere chi non performa.

Un buon sistema premiante , è stato più volte ribadito, è sicuramente il  miglior sistema di retention  che una azienda possa costruire .

Mi sono distratto per un attimo e mi sono sentito come se fossi parte dell’organico dell’orchestra di un famoso teatro nazionale. Mi sembrava di essere un violino di fila alla Fenice, stavamo suonando splendidamente un noto concerto e tutti , indistintamente , senza leggere lo spartito contribuivamo alla magnifica armonia musicale d’insieme. Un successo sicuro

Ad un certo punto, d’improvviso, una nota stonata , forte, persino troppo evidente. Uno dei presenti prende la parola ed afferma

“in realtà trovo molto difficile, quasi impossibile , misurare la performance delle nostre funzione. Lavorando nell’ HR si è costretti a continui cambiamenti di passo,  si è costretti a variare di continuo obiettivi, a scegliere metodi non sempre coerenti…….”

Ma come ? Ma allora il nostro concerto ?

La musica si era di colpo interrotta e velocemente eravamo tornati ai rumori di fondo indistinti del traffico cittadino. Non vorrei qui annoiarvi sull’enorme letteratura esistente in merito alla reale e concreta possibilità di misurare l’efficacia di quanto facciamo.

Vorrei piuttosto riflettere insieme su quanto le nostre organizzazioni , le nostre aziende ci consentano di mettere in pratica concretamente questi metodi ormai consolidati e sperimentati. Quanto riusciamo ad affermarci in modo autorevole per far decollare questi sistemi e renderli parte essenziale del vivere e del crescere dell’azienda ?

Tornando alla metafora che ho usato prima

Quanto, in qualità di violisti di fila ( o primi violini se volete per bravura e anzianità), riusciamo a suonare al meglio pensando al piacere del pubblico ?

Il nostro pubblico è formato da tutti i dipendenti della nostra azienda e si aspettano sempre il miglior concerto che sia stato mai suonato. Il sistema di valutazione delle performance ormai da anni risulta una delle leve strategiche della gestione della personale e, con caratteristiche diverse, può sicuramente essere validamente utilizzato in tutte le funzioni aziendali.

Fare scelte diverse credo possa essere dovuto solamente alla volontà , o purtroppo, alla necessità di restare in quella indeterminatezza o soggettivazione che può renderci la vita più semplice e che ci consente di far finta di non vedere i problemi o, peggio ancora, di aspettare che il tempo riprenda il suo ruolo e possa diventare, con il suo inesorabile trascorrere, l’attore che , come nel film , si presenta

… sono Wolf, risolvo problemi.

 

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