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7 punti per scegliere il Master giusto

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MusterSbagliatoIl MUSTer di FiordiRisorse (il cui nome è invece un’invenzione di Max Nucci, allora direttore del personale di Ikea, oggi direttore del personale di Kemet Electronic Corporation) è nato in un momento economico molto preciso: l’inizio della “crisi” (che non chiameremo più così…) in cui tanti manager e dirigenti iniziavano a lasciare le aziende (più o meno spontaneamente) per cui avevano lavorato per anni e come spesso accade per tutte le cose che non erano state previste, si trovavano senza un paracadute sufficiente ad attutire la caduta.

“Faccio in Master così mi ricolloco più facilmente” è stata la frase che in quei mesi ricorreva quando incontravo candidati nei miei colloqui di selezione. E siccome non stiamo parlando di neolaureati, ma di quadri e dirigenti, dopo un pò la domanda è venuta spontanea:

“Ma chi te l’ha raccontata questa fesseria?”

Perché parliamoci chiaro, in 20 anni di selezione, nessuna azienda mi ha mai chiesto un “Responsabile Amministrativo con Master” o un “Direttore Comunicazione e Marketing con Master”. 

E così, con mia grande sorpresa scopro che il leit – motiv di tante business school punta proprio al nervo scoperto del ricollocamento, ovvero ad una esigenza prima di tutto sociale ma a cui difficilmente una Business School, per quanto attrezzata, può rispondere in maniera concreta e risolutiva.

L’unica certezza sono i costi, spesso proibitivi di questi percorsi.

Per questo motivo, ho deciso di compilare questa lista a beneficio di chi sta decidendo a chi affidarsi per la propria formazione professionale o per quella dei propri dipendenti, ricordando che ogni percorso è differente a seconda sia delle attese che della preparazione di ogni partecipante.

 

Il compito di questo articolo è quello di dare qualche suggerimento a manager e aziende su come scegliere il Master manageriale più adeguato alle proprie esigenze. Ecco a mio avviso i 7 punti importanti per valutare un Master efficace.

1. Non è vero che più costa più è valido. Oggi esistono Master molto qualificanti a costi contenuti. E’ dovere di un’azienda misurare al meglio il proprio budget anche se ha a disposizione fondi inter-professionali, in modo da poter erogare più formazione e in maniera più trasversale su tutta l’organizzazione. Ricordiamo che la formazione è anche un modo per premiare i propri dipendenti e per rendere il posto di lavoro più esclusivo rispetto ad altre aziende. Se i dipendenti non percepiscono in maniera corretta l’opportunità di migliorare, c’è qualcosa che non funziona nella comunicazione interna.

2. Valutate i Programmi, non i Titoli. Non basta che un Master abbia nel titolo il termine “internazionalizzazione”, “Risorse Umane” o “Digitale” per essere un corso che prepari adeguatamente a queste tre (esempi) tematiche. Innanzitutto aprite i programmi di almeno tre corsi della stessa scuola: sono programmi specifici per ogni materia proposta oppure le stesse materie o gli stessi docenti si trasferiscono indistintamente da un corso all’altro? In quest’ultimo caso non abbiate dubbi: non state pagando per un master specialistico, state facendo beneficenza a docenti tuttologi.

3. Chi sono i docenti? Nei programmi sono specificati chiaramente chi sono i docenti per ogni materia, oppure ci sono solo i titoli dei vari moduli senza specificare a chi saranno affidati? Non basta sapere che in quel corso si parlerà di “gestione delle emergenze” se non sappiamo chi sarà il docente preposto. E in questo caso, un giro su Linkedin per capire l’excursus del docente è quanto meno necessario: parliamo di docenti di professione o le materie manageriali sono affidate anche a Persone che hanno effettivamente lavorato in azienda? Questo è fondamentale, altrimenti si rischia di seguire un corso estremamente teorico dove l’insegnante non ha mai messo piede in azienda. Come può davvero conoscere le dinamiche aziendali?

4. Sono previste Case History e Visite Aziendali?

E’ innegabile che una sana teoria sia importante per capire alcune dinamiche, soprattutto dal punto di vista degli economics. Ma poi, il vostro Master prevede di “scendere in produzione”? Nel programma è previsto per ogni lezione almeno lo studio di una case history o di una best practice per ogni argomento trattato, in presenza di un testimonial aziendale? Se si parla di Lean per esempio, si visita uno stabilimento che la mette in pratica? Se si parla di Organizzazione, si visitano degli uffici innovativi? Se si parla di Start-Up un salto in un incubatore per capire le dinamiche che regolano le piccole aziende innovative, è previsto? Se si parla di comunicazione, un’agenzia importante che viene a raccontare una storia, è prevista? Oppure il vostro Master che parla di aziende si svolge interamente in aula?

5. Aziende, ospiti d’Onore e Specchietti per le Allodole

Se arrivati a questo punto avete deciso di seguire un Master Manageriale anche se non è previsto alcun docente “aziendale”, alcuna case history o visita in azienda, avrete certamente le vostre buone ragioni. Una di queste potrebbe essere che, a fronte dei 4 punti di cui sopra, il Rettore del Master che avete deciso di seguire vi ha detto che quei punti non sono importanti e che il vostro Master, sebbene preveda tanta teoria, in realtà avrà degli ospiti importanti e delle Lectio Magistralis, oltre a invitare di tanto in tanto qualche imprenditore a raccontare la sua storia. A scanso di equivoci:

– controllate su Linkedin il percorso professionale di quel manager, come comunica, come utilizza lo strumento e se effettivamente le sue esperienze e i suoi progetti sono all’altezza delle aspettative.

– ALCUNI imprenditori (ma molto spesso molti docenti o autori di libri o esperti della materia vengono invitati in QUEI Master non per arricchire le vostre competenze, ma per arricchire il loro Ego: si parleranno addosso per due ore senza trasferire alcun concetto “tecnico”. Servono alla direzione del Master per referenziarsi e l’anno successivo chiedere quote di partecipazione. Diffidate da coloro che nella prima slide presentano se stessi e per i primi 20 minuti parlano di quanto sono stati bravi a…

– i politici e le istituzioni vengono invitate ai Master per politica. Il Master si qualifica con i suoi assessori e Presidenti di regione, questi ultimi vengono  a fare campagne elettorali. I politici portano valore solo a chi li ospita.

Attendo riscontri diversi.

6. I Master non ricollocano personale. Ma offrono “gli strumenti per”.

Mi hanno girato alcune mail e pubblicità di Master che promuovono i propri corsi promettendo “ricollocamento immediato”, “contatti con le migliori aziende del territorio”, “contatti con i recruiter”, percentuali di successo inverosimili. Il ricollocamento non avviene attraverso i Master, soprattutto se parliamo di middle e top management.

I Master possono aggiornare le competenze (e per questo è fondamentale che i docenti siano persone molto pragmatiche, che abbiano teorie innovative, che siano quanto più vicini alle aziende), possono aprire le vedute, possono offrire occasione di networking. Ma non ricollocano. Mettetevelo bene in testa prima di bruciare un TFR “per ricollocarvi”.

E a proposito di networking: siamo certi che i vostri compagni di corso saranno “alla vostra altezza”?

7. Non cercate “un Master sotto casa”

Parlando con un’azienda citata come “partner del nostro Master” sul sito di un Master di medio livello, il direttore del personale di quell’azienda (logisticamente a pochi chilometri dalla sede del master) mi ha rivelato non solo che a quel Master non viene iscritto alcun loro dipendente, ma che non c’è alcuna relazione legata al recruiting di figure che si formano a quel Master, perché – testuale – “è evidente che una Persona che sceglie un Master perché è logisticamente più comodo, non è una Persona che fa per noi”.

Dunque, scegliete un Master a seconda dei programmi, dei temi, dei relatori, delle testimonianze e soprattutto per le reali presenze aziendali. Se esiste un valore che può aiutare nel ricollocamento questo è di certo legato alla vostra curiosità, agli stimoli e agli sforzi che avete fatto per formarvi al meglio e sarà certamente notato da chi vi assume.

Le parole sono importanti. La vostra formazione e quella dei vostri dipendenti è addirittura strategica.

Noi di FiordiRisorse
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