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e-Recruitment. Tra dubbi e opportunità

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La scorsa settimana sono stato in aula con 50 futuri HR per parlare di E-Recruitment.

C’è da preparare la presentazione, ed il primo dubbio arriva alla slide 1, ovvero decidere il titolo dell’intervento: e-Recruitment, e-Recruiting, Social Recruitment, Social Recruiting?

Per scegliere mi sono fatto aiutare dal web.

Google mi suggerisce che il termine più popolare, con circa 1.730.000 risultati, è “e-Recruitment”. Dopodiché  chiedo a Wikipedia di aiutarmi nella definizione:

 “E-recruitment è il processo di selezione di candidati, finalizzato all’assunzione, attuato attraverso servizi online, in particolare Internet.”

In aula ho trovato studenti davvero preparati su tutte le ultime tecnologie: siti, social, forum, blog, mailinglist, job-board, gamification; ad ogni mio spunto “twittavano” in tempo reale idee e proposte ricche di creatività, condividendo foto, commenti, likes (Storify della giornata).

Per cui risulta difficile parlare di strumenti che io ho imparato a conoscere per piacere e per lavoro, quando loro invece ci convivono dalla nascita.

Ma siamo sicuri che non stiamo confondendo lo strumento con il fine della nostra attività?

Dentro Linkedin, Facebook, Twitter, Whatsapp ci sono persone che spesso, purtroppo, non hanno più tempo (o voglia) di incontrarsi fisicamente.

A Bologna, qualche settimana fa, si è tenuta la terza edizione del Social Recruiting Forum (Storify dell’evento), durante la quale ci si è confrontati, via tweet e di persona, sulle opportunità di cercare lavoro e trovare candidati attraverso il social.

I job seeker nel web hanno poca voglia di giocare, cercano invece immediatezza, velocità ed informazioni chiare, considerando che il 50% di loro visita le pagine career delle aziende tramite mobile.

Interessante l’idea di coinvolgere i propri collaboratori ed i loro network come ambasciatori per reclutare nuove persone.

La famosissima e ben fatta ricerca di Adecco su #SocialRecruiting e #DigitalReputation, ci fornisce diversi spunti di riflessione per capire come si muovono candidati e recruiter in questa “caccia al lavoro ed al lavoratore” in Italia.

L’88% dei recruiter utilizza canali online per il proprio lavoro, il 53% dei jobseeker per cercare opportunità di impiego.

Con percentuali diverse, ma siti career delle aziende, Linkedin e Facebook sono i principali strumenti utilizzati per la ricerca, peccato che solo il 5% nel 2012 ed il 2% nel 2013 abbia trovato lavoro tramite social network.

Ma lavorano solo i raccomandati? Si chiedeva Osvaldo in questo post. Non credo! Ma parenti ed amici, ad oggi,  risultano più efficaci (52%) per cui curate le vostre reti e mettetele in rete!

Come scrive Wikipedia, non c’è dubbio che queste tecnologie abbiano rivoluzionato il mondo del recruiting. La grande forza di questi strumenti è che ci permettono di conoscere, dialogare e rimanere in contatto tramite un click con molte persone anche a  migliaia di chilometri. Forse questa velocità, però, ci fa dimenticare che abbiamo sempre a che fare con persone.

Per cui vi lascio con alcune considerazioni:

Stai cercando lavoro?

1. Preparati prima di uscire! Sei sicuro che la tua web reputation corrisponda a come vorresti essere raccontato? Le informazioni che si possono trovare su di te in rete, sono attendibili?

2. Fatti desiderare! Il tuo curriculum è prezioso, puoi raccontarti nei social, senza svenderti su tutte le piattaforme e con tutti. Facebook ti permette di integrare nel tuo profilo alcune informazioni sulla tua formazione e sulla tua professione.

Stai cercando candidati?

1. Frequenta i luoghi giusti! Non è detto che profili diversi popolino le stesse piattaforme ed abbiano le stesse abitudini. I ragazzi (sotto i 19 anni) preferiscono Whatsapp a Facebook, perché più veloce ed intimo.

2. Ascolta! Il confine fra e-recruitment ed employer branding è molto sottile: va bene raccontare storie (vere), ma è importante leggere di più, cosa pensa e cosa interessa al tuo target.

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