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Brainstorming: tempesta si, ma i cervelli?

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Il BRAINSTORMING è una metodologia il cui scopo è quello di far nascere nuove idee, affrontare vecchi problemi con soluzioni creative e problemi nuovi con soluzioni innovative.

Come tutte le metodologie anche il Brainstorming non è una conseguenza incontrollabile di azioni casuali, o il colpo di genio di qualche collaboratore illuminato ma la conseguenza di azioni regolate e coordinate; di seguito sono riportati alcuni consigli per rendere più efficiente tale metodo:

  1. stabilire con precisione l’obiettivo;
  2. ricordarsi che per avere buone idee, prima bisogna avere molte idee;
  3. stabilire dei ruoli (es. chi facilita la discussione, chi scrive le idee, chi riporta la discussione sull’obiettivo quando questa tende ad allontanarsi troppo, ecc.);
  4. stabilire delle regole (es. l’ironia va bene e il sarcasmo no; ogni idea ha importanza e all’inizio devono essere registrate tutte e senza valutazione; stabilire delle tempistiche precise; il gruppo non deve essere troppo numeroso – 6/10 persone)
  5. dividere il processo in fasi: 1. warm-up, 2. esternazione senza valutazione di tutte le idee, 3. restrizione delle idee più attinenti all’obiettivo, 4. scelta delle più raggiungibili (rapporto qualità-qualità ed efficacia-efficienza) ecc.
  6. iniziare con degli esercizi di warm-up o riscaldamento soprattutto se il gruppo non fa uso di questa tecnica spesso; si possono usare a questo scopo dei giochi di parole o altro;
  7. incoraggiare tutti a partecipare, sia con idee originali che con altri imput,
  8. centrarsi inizialmente sulla quantità delle idee che sulla qualità, scrivere tutte le proposte su una lavagna disponibile a tutti in modo che si possa saltare da una idea ad un’altra senza perdere il filo,
  9. avere dei facilitatori che incoraggino nuove proposte, per esempio con frasi del tipo “questa è una buona idea, ora in che altro modo si può fare…” ecc.,

Di solito il brainstorming è diviso in due sessioni: la prima serve per generare nuova idee e la seconda per valutarle. Durante la prima fase è vietato ogni forma di commento o giudizio per evitare di inibire i più timidi; bisogna stare attenti ai commenti non produttivi come “questo lo abbiamo provato l’anno scorso” o “ non penso che funzionerà; evitare commenti prematuri.

 

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