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Conferma che sei un essere umano.

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Non sto facendo riferimento a un quesito filosofico. Questa frase non è il travaglio di un pensiero rivolto al futuro o una riflessione sulle incognite della tecnologia che ci circonda.

E’ il pop up che mi è comparso nello scaricare un ebook. Me lo ha chiesto una macchina che non è ancora in grado di capire se ha a che fare con un essere vivente o con un robot.

Ma quando saranno in grado di farlo, come ci sentiremo?

Nel suo percorso nel nostro mondo complesso e interconnesso, Fior di Risorse a Milano, martedì sera, grazie alla guida di Andrea Mattioli ha posto delle domande.

In un ipotetico futuro, prossimo, saremo pro o contro i robot poliziotti? e che emozioni provocherebbero dei robot infermieri?

Le tecnologie esponenziali sono già tra di noi e fatichiamo a riconoscerle. Ogni volta rimango colpito dall’incredibile quantità di applicazioni già esistenti, da quanti sono gli esperimenti già attuali, dai campi già esplorati. Eppure siamo solo all’inizio di tutto.

Talvolta fatichiamo a credere che tutto questo stia accadendo veramente, anche perché proprio le nuove tecnologie possono confondere la realtà e trasformarla in un “deep fake”.

Andrea Mattioli ci ha mostrato cose che ci affascinano come un nostro ologramma che può presentarsi contemporaneamente in luoghi diversi e interloquire in lingue diverse che ci promette di superare le distanze e gli ostacoli del linguaggio umano.

Ma altre ci inquietano, come il kit per giocare con il dna di una rana.

Le tecnologie si sviluppano a una tale velocità che non riusciamo neanche a considerarle delle novità. Non abbiamo il tempo per comprenderle. E ironicamente le aziende ricercano disperatamente creativi per produrre a getto continuo innovazioni che non avremo il tempo di capire perché saranno soppiantate nel giro di pochi mesi da nuove mirabilia.

Non esiste il time-out nello sviluppo tecnologico ma ci servono luoghi dove fermarci e dove interrogarsi su ciò che avviene. Consideriamo le tecnologie esponenziali come una questione per giovani proiettati nel futuro o manager immersi nelle mille applicazioni professionali. Ma molte società, ed in particolare quella italiana, sta invecchiando rapidamente: come si sta sviluppando la relazione tra tecnologie e anziani?

In sala, con Andrea Mattioli c’erano molti professionisti e giovani. Ma c’era anche sua madre.

Grazie Andrea anche per questo ultimo spunto: è stato come fare un giro sull’hyperloop di Elon Musk quando si è ancora abituati al treno regionale Cremona-Milano.

Andrea Mattioli replicherà il suo intervento il 25 novembre a Firenze.

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