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Solo “dal vivo” la magia del Festival del Lavoro

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NOBILITA …

Descrivere la marea di emozioni e sensazioni che mi hanno accompagnato prima, durante e dopo NobilitaFestival non è semplice ma voglio provarci proprio per trasmettere, a chi ora legge, il perché dovrebbe partecipare “dal vivo” alla prossima edizione di maggio 2021.

Ed è proprio la parola “dal vivo” che ha caratterizzato questa edizione di settembre post-Covid. Abbiamo dovuto “sospendere” la manifestazione prevista a marzo e per 6 mesi abbiamo continuato a ragionare a come e quando saremo tornati.

A fine agosto abbiamo deciso di tornare “dal vivo”: la forza, la passione e l’entusiasmo dello staff organizzativo durante le riunioni “da remoto” ci faceva ben sperare. I messaggi sulla nostra piattaforma di comunicazione (Slack) giorno dopo giorno aumentavano la voglia di progettare qualcosa di più piccolo ma comunque grande nelle intenzioni.

All’esterno pochi ci credevano.

Gli ultimi giorni pre-festival sono stati frenetici ed a tratti confusi ma l’obiettivo era lì davanti a noi! Alle 23 di lunedì mi arriva un messaggio di Osvaldo che dice: “sei certo che il materiale espositivo sia in loco mercoledì o al massimo giovedì?” Ho tentennato ma ero certo che anche il nostro Fornitore si fosse “appassionato” a riportare “dal vivo” le emozioni, gli sguardi, le parole delle persone.

Allora si parte venerdì mattina dai confini dell’ impero, da Ivrea a 120 km dalla Francia ed a 400 da Bologna, ancor prima che l’alba ci illumini la strada.

Con me in auto un Canavesano, Davide uno dei nuovi nell’ organizzazione che durante le oltre 3 ore di viaggio mi fa mille domande: si sente insicuro, non ricorda molti compiti e non ha risposto agli ultimi messaggi slack. Lo tranquillizzo, “quando saremo lì “dal vivo” inizierà la magia e tutte le ansie ed i timori passeranno. Ci sarà il Team che si aiuterà reciprocamente e nessun blocco potrà fermare la riuscita del festival”.

Arrivati in FICO, è già tutto pronto: i termoscanner, gioia e delizia di Simona, sono posizionati, Aldo ed Andrea pronti ad accogliere i primi ospiti. Intravedo Osvaldo, accaldato e con il fardello del “quando si inizia” ?

Ma una cosa è importante siamo tornati “dal vivo”, non più Zoom con 80 persone piccole piccole sullo screen dalle cucine, dai dehor e dai prati delle proprie case.

Abbiamo tutti la maglietta che ci distingue e ci lega tra noi, con 3 frasi del Manifesto del Lavoro: 01 Non siamo il lavoro che facciamo; 12 Le persone sono un valore e non un Costo; 18 Il lavoro è un bene comune non un privilegio

Il primo giorno scorre veloce tra sistemare una bottiglia d’acqua sul palco e le foto da inviare al Team Social: passano davanti a me molti volti, le mascherine talvolta non mi permettono di riconoscere subito la persona, la mia mente si ferma durante le parole di Marco Bentivoglidobbiamo saper proteggere i più deboli”.

Poi il pranzo con amici “dal vivo” … quanto tempo era passato dall’ultima volta con Samanta, Lucio, Andrea. I profumi della pasta sono arricchiti dai profumi dell’amicizia.

E si ritorna di corsa per il pomeriggio “dal vivo” con le emozioni trasmesse da Lorenzo Marini “siamo delle puzzole spirituali, infettiamo gli altri con il nostro cattivo umore” e da Andrea Montuschi: “Il lavoro è divertente quando ci si sente a proprio agio dove si è”

Nel mentre mi arriva un messaggio da Silvia: ”Mi sarai passato davanti almeno dieci volte ma non mi hai visto” … capita anche questo… che non vedi perché viaggi in un’altra dimensione, quella del servizio, dell’attenzione ai dettagli ma ti prometti che anche Silvia debba essere cercata “dal vivo” oltre la sua mascherina che nasconde il sorriso di chi non si incontra da oltre 1 anno.

E dopo aver sistemato la sala a fine interventi è il momento di un veloce break in hotel e subito si torna in FICO per la cena “dal vivo” con chi ha deciso di spendere ancora quel tempo in relazioni di valore. Non c’è piattaforma che tenga di fronte ad un piatto di tortellini ed al sorriso di Eura, Elena e Sara, e che ti faccia finalmente riconoscere “dal vivo” Lara, la segretaria di Senza Filtro e Giorgia la mia collega dei Social.

La notte è elettrica, l’adrenalina non si è placata neppure con la camomilla… si aspettano le 8 per entrare nella grande sala di Fico.

Tutto è nuovamente pronto per una bella giornata “dal vivo”. Sul palco 2 amici: Marco Lucchini del Banco Alimentare (attenzione lo spreco inizia nelle nostre case) e Vincenzo Linarello di Goel Cooperativa calabrese (diamo luce alle cose belle). Ed ancora tanti volti, tante azioni come quelle di Federico, intento a pulire i microfoni e di Enrico, a gestire la console della regia.

Lascio FICO con il cuore ricco di sentimenti, di parole ed anche di gesti “trattenuti”.

Appena si varca il cancello dell’uscita arriva la malinconia di quella magia che ha intriso i 2 giorni di Cultura del Lavoro e mi vengono mente queste frasi per fissare il tempo e lo spazio:

Ho visto sorrisi oltre le mascherine,
Ho visto persone e non ruoli,
Ho visto lacrime durante i panel e JobX,
Ho visto abbracci vissuti negli sguardi,
Ho visto parole compiersi nei gesti,
Ho visto ascoltarsi senza parole, … questo è stato Nobilita2020 ! 
                        

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