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Non siete stati al World Business Forum? Ve lo raccontiamo noi

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Fior di Risorse è quel posto nato come virtuale dove sempre più spesso accadono cose strabilianti e inaspettate nel mondo reale, forse perché chi lo frequenta crede e pratica che la condivisione di esperienze e conoscenze garantisce crescita e miglioramento.

Elementi che acquistano valore solo se diffusi tra chi condivide questa visione.

E’ con questo spirito che ho colto l’ opportunità  unica offertami da FdR di partecipare  un paio di settimane fa in compagnia di Osvaldo Danzi al  World Business  Forum di Milano, o più brevemente WBF.

Il WBF è un circuito di conferenze che, raccogliendo in un unico appuntamento i principali leader di pensiero aziendale e sociale, permette di entrare in contatto con le tendenze organizzative più innovative.

L’ edizione milanese quest’ anno ha come titolo:

 “Exponential: results, people, companies, ideas. An age of movements, possibility, empowerent, impact”

Di seguito trovate il mio resoconto di due giornate intense, stimolanti ed originali suddiviso per singolo intervento

Se quello che leggerete sollecita la vostra curiosità, sarà un piacere  per me  conversare con tutti voi su ciò che ho ricavato. Buona lettura.

IAN WILLIAMSON – Guidare la tua organizzazione attraverso gli ostacoli del cambiamento.

Il Professor Ian Williamson insegna presso la Victoria Business School in Nuova Zelanda e la Melbourne Business School. Concentra le sue ricerche su come la creazione di “Pipeline di Talenti” possa migliorare la condizione delle organizzazioni.

Nell’ intervento odierno Williamson si propone di disegnare il profilo delle Exponential Organizations, iniziando dal concetto di rilevanza. La rilevanza di un dato Business Model ha a che fare con la capacità di individuare l’ evoluzione tecnologica e di contesto. Se trent’anni fa sarebbe stato inconcepibile fare business senza l’ utilizzo della macchina da scrivere, oggi uno strumento completamente dimenticato, i CEO di domani riconosceranno come irrilevanti le tecnologie odierne. Questa tendenza è evidenziata dall’ analisi del tempo di permanenza nel listino S&P 500, che è passata dai 33 anni di media del 1965 ai 14 previsti per il 2026. Inoltre il 50% delle aziende presenti oggi nel listino saranno sostituite nei prossimi 10 anni.

La differenza tra subire e gestire questa fase di evoluzione passa principalmente dalla capacità di attrarre e motivare talenti in grado di comprendere e governare il cambiamento, dato che gli elementi esterni all’ azienda come l’ evoluzione tecnologica o l’ assetto sociale e politico sono fuori dal suo controllo.

I talenti applicati all’ evoluzione esponenziale sono quelli che sono in grado di trovare nuovi modi di perseguire i propri obiettivi affrontando le difficoltà legate ad ogni transizione, facendo leva  su tre condizioni fondamentali: Consapevolezza, Capacità e Contesto abilitante.

Un esempio paradigmatico di questo approccio è rappresentato da Netflix.

Nata negli anni ’90 dall’ idea di spedire a domicilio i DVD, allora tecnologia rilevante, ha avuto la forza di intuire che Internet avrebbe cambiato le regole, accettando la possibilità di un periodo di difficoltà durante il cambio di business model, ha atteso che lo sviluppo della banda larga e delle infrastrutture basate sul cloud la mettesse in condizione di affermarsi come leader globale dello streaming.

Il suggerimento finale di Ian Williamson è di valutare la distanza tra il mercato, la realtà della propria organizzazione ed il suo potenziale tenendo presente che “ La strategia consiste nel lasciare qualcosa di buono per qualcosa di eccezionale”.

KELLY PETERS– La scienza comportamentale e il consumatore

La Dott.sa Peters è AD e cofondatrice di BEworks, la prima società di consulenza che si occupa dell’ applicazione della scienza comportamentale al marketing ed alla strategia aziendale .

Nel suo intervento Kelly parte dall’ assunto che la scienza non è qualcosa che riguarda esclusivamente lo stereotipo dello scienziato da laboratorio, ma deve diventare un atteggiamento, un modo di vedere le cose diffuso in ogni funzione e ruolo aziendale.

Citando diversi esempi di indirizzo dei comportamenti umani ( dalle campagne per la donazione degli organi a quelle per aumentare la propensione al risparmio ) che fanno leva sui concetti di gratifica e penalizzazione, Peters ha dimostrato come l’ approccio scientifico e strutturato permette di raggiungere risultati positivi e misurabili.

ALAN MULALLY– Trasformazione Culturale

Presidente e Ceo di Ford Motor Company, ne ha guidato la trasformazione ed il consolidamento durante la crisi post 2007. In precedenza ha guidato Boeing Commercial Airplanes conseguendo risultati eccezionali.

Secondo Mulally la ricetta per garantire risultati eccezionali specie durante fasi di trasformazione si articola in alcuni punti condensati nella sigla PGA, ProfitableGrowth for All stakeholders.

In particolare nella sua attività quasi cinquantennale Alan Mulally ha sempre posto attenzione a:

  • Mettere le persone al primo posto per farle sentire individui e non numeri
  • Coinvolgere tutti in tutte le funzioni
  • Proporre una visione avvincente, una strategia complessiva e una applicazione inflessibile
  • Dichiarare in maniera inequivocabile gli obiettivi
  • Avere un unico piano da comunicare
  • Basarsi su fatti e dati
  • Assicurarsi che tutti conoscano la realtà dei fatti
  • Incoraggiare lo spirito individuale per trovare soluzioni originali ma aderenti al piano condiviso
  • Garantire che tutti siano rispettati, ascoltati e aiutati a rimanere allineati.
  • Costruire resistenza emotiva, creando fiducia nel processo condiviso
  • Dare risalto al divertimento insito nelle sfide e nel lavorare insieme.

MALCOLM GLADWELL– L’ innovazione come percorso di crescita

Gladwell è riconosciuto come uno dei principali autori ed osservatori del mondo contemporaneo, applicando le sue eccezionali capacità di lettura ed analisi delle situazioni ai temi di evoluzione e crescita.

Il suo intervento odierno si concentra sulla tecnologia, più precisamente sull’ aspetto umano della tecnologia che determina quanto tempo sia necessario per comprendere, adottare ed utilizzare appieno nuove soluzioni.

La variabile tempo viene grandemente influenzata dal senso di urgenza che individui o organizzazioni riescono a trasferire a chi li circonda.

Ad esempio la soluzione logistica che oggi conosciamo come Container fu inventato all’ inizio del XX secolo, ma solo negli anni ’50 il geniale imprenditore Malcolm McDowell ebbe l’ intuizione di applicare questa idea in ottica multimediale per spostare le merci dai camion alle navi, spinto dalla sua esigenza di abbassare i costi operativi ed i tempi di percorrenza.

La vera innovazione, in questo come in altri casi presentati, risiede nella capacità di non fermarsi ad un solo aspetto organizzativo ma di sviluppare nei tempi e nei modi più appropriati tutte le condizioni a contorno per rendere la soluzione non solo competitiva, ma anche comprensibile e vantaggiosa per mercato e consumatori in un contesto ed un periodo precisi.

DANIEL LAMARRE– guidare l’ innovazione

Il Canadese Lamarre è il CEO del Cirque du Soleil, la compagnia di intrattenimento e spettacolo che ha fatto della fantasia e della creatività lo strumento per rinnovare il circo rendendolo un’ esperienza totalmente coinvolgente che rende tangibili le fantasie artistiche più originali.

Il suo intervento si è aperto con la sua personale definizione di creatività: “La capacità di creare qualcosa di nuovo, sia essa una nuova soluzione ad un problema, un nuovo metodo o dispositivo”.

Per favorire questo processo,  Lamarre si attiene a queste linee guida:

  • Essere chiari
  • Mettere in condizione le persone di sentirsi ispirate
  • Chiedere un contributo di idee alle persone in azienda
  • Prestare costante attenzione a ogni tipo di innovazione in ambiti differenti
  • Praticare la Business Intelligence, tenendosi aggiornati sulle tendenze del proprio settore
  • Aggredire ogni opportunità che si presenta. Quando i Beatles decisero di rendere disponibili le proprie opere per uno spettacolo, Lamarre attivò tutti i propri contatti e capacità per ottenere

l’ esclusiva.

  • Dare sempre priorità alla Ricerca e Sviluppo.
  • Non comunicare i prodotti, ma le esperienze e l’ effetto wow
  • Non considerare il successo come qualcosa di acquisito definitivamente
  • Tenere in considerazione le esigenze delle comunità che circondano l’ azienda, impegnandosi a restituire quanto ricevuto per rimanere una realtà di successo.

 

DANIEL GOLEMAN – Il Potere della mente: mindsight e intelligenza emotiva nella leadership

 

L’ intervento si apre presentando il vantaggio di utilizzare l’ Intelligenza Emotiva per conseguire un’ efficace azione manageriale  .

Da una ricerca sulle migliori prestazioni di leadership si rileva che l’ 85% delle migliori performance è dovuto all’ utilizzo dell’ intelligenza emotiva e solo per il 15% alle competenze teniche.

Secondo Goleman la leadership emotiva si articola in quattro macro aree:

 

  • Consapevolezza di sé
  • Capacità di gestirsi
  • Consapevolezza sociale
  • Gestione delle relazioni

Nel dettaglio la consapevolezza di sé porta a focalizzare i propri obiettivi, come nel caso di George Lucas che da esordiente rifiutò di permettere ai produttori modifiche in cambio di fondi alla storia che voleva raccontare. Quella storia era Guerre Stellari.

La Capacità di gestirsi, se posta in comunicazione con la determinazione consente di conseguire obiettivi particolarmente complessi o difficili.

La Consapevolezza sociale, se esercitata attraverso l’ Empatia ha il potere di influenzare profondamente le prestazioni dell’ organizzazione circostante.

Infine la gestione delle relazioni , che Goleman condensa nella frase che chiude il suo applauditissimo intervento: “Indifferentemente dal nostro ruolo, abbiamo l’ opportunità di far sentire gli altri un po’ meglio”.

 

TODD DAVIS– Costruire relazioni efficaci sul posto di lavoro

Davis è il Chief People Officer di FranklinCovey, una delle maggiori società al mondo di consulenza comportamentale e training.

La sua affermazione iniziale è una constatazione: un elemento imprescindibile in ogni organizzazione è anche quello che può rivelarsi infernale: il prossimo.

Per gestire questa apparente contraddizione, Davis propone quindici diversi approcci per costruire migliori relazioni sul posto di lavoro. Oggi si parlerà in particolare di tre aspetti.

Il primo è “Usare occhiali che funzionano”, ovvero impegnarsi a esaminare le situazioni incontrate abbandonando abitudini, orgoglio, presunzione, eccessiva fiducia nell’ esperienza.

Il secondo è “Interpreta al meglio i ruoli che ricopri”. Ognuno ha diversi ruoli sia personali che professionali, è utile provare a immaginare come ogni persona che ci conosce in diversi ambiti ( famigliari, amici, colleghi) potrebbe descrivere le sue aspettative nei nostri confronti.

Il terzo, infine, riguarda “Impegnati a costruire un ambiente sicuro per dire la verità” dove l’ attenzione è puntata sulla gestione e la rilevanza del processo di feedback. Attività che deve essere accuratamente pianificata per garantire che sia efficace e tempestiva.

Questo comprende anche il diffondere nell’ organizzazione domande positive come:

“Cosa sto facendo bene ?” , “Cosa posso fare meglio ?”, Cosa impedisce il miglioramento ?”

Solo favorendo il miglioramento di tutti i suoi membri l’ organizzazione può effettivamente crescere.

 

MARTHA ROGERS– Competere sulla fiducia: l’ unico elemento distintivo sul lungo periodo.

L’ intervento di Martha deriva dalla sua esperienza di manager  ed autrice che si è sempre occupata della Customer Experience come elemento per attirare, rendere fedeli ed ingrandire i clienti.

La centralità del cliente porta a ridefinire la visione dell’ azienda stessa, garantendone il successo.

Ad esempio Barnes & Noble, storica catena di librerie statunitense, ha subito la crescita di Amazon anche perché non si è sforzata di intercettare i bisogno di una clientela in forte evoluzione.

Una strategia incentrata sul cliente significa insomma creare il valore dell’ azienda creando prima quello dei propri clienti.

Per creare e conservare tale valore l’ organizzazione deve necessariamente dimostrarsi affidabile, specie nel caso vengano commessi errori. In questo caso sono necessari tre passaggi fondamentali: 1) chiedere scusa; 2) riconoscere l’ errore; 3) Descrivere in dettaglio le azioni che verranno intraprese per evitare che l’ errore si verifichi nuovamente.

Quindi anche la gestione dell’ errore può in realtà rivelarsi come elemento differenziante che  distingue                l’ organizzazione da quelle simili, facendo pensare al consumatore che altrove non avrebbe trovato la stessa trasparenza.

Il passo successivo consiste nel riflettere su quale sia il modo migliore per convincere il cliente di essere al centro, ad esempio una clinica che si occupa di fornire ai propri pazienti colpiti da malattie invalidanti una lista di artigiani specializzati nell’ effettuare modifiche in casa, non sta certo facendo medicina ma allarg il proprio ambito per soddisfare un bisogno latente.

Simili misure strategiche richiedono una riflessione manageriale articolata in tre aspetti fondamentali: fare le cose giuste, farle bene, farle proattivamente anticipando i motivi di disagio dei propri clienti che potrebbero portarli a guardare altrove.

In un mondo ormai costruito sull’ esperienza digitale e la relativa trasparenza e conoscibilità universale                  dell’ “esperienza cliente” sono necessari nuovi parametri di misurazione della prestazione di marketing.

Quelli suggeriti in chiusura di questo lungo ma interessante intervento sono: il Net Promoter Score, il valore del ciclo di vita della relazione  ( articolo in attuale e potenziale ) e infine il valore finanziario della relazione.

 

JAVIER ZANETTI– il segreto di alte prestazioni nel tempo.

Le due giornate si concludono con la presenza di un idolo sportivo di molti in platea.

Zanetti è stato il capitano di un ciclo memorabile della sua squadra, elemento di spicco della propria nazionale ed un esempio di attenzione sociale per molti sportivi.

Il suo intervento, ovviamente costellato di aneddoti legati al suo percorso umano e professionale ha avuto come elemento principale l’ iterazione tra talento innato e l’ impegno e la riflessione necessari a renderlo un elemento vincente.

Solo così, sostiene Zanetti, le capacità individuali creano una corrente positiva ch garantisce i risultati collettivi.

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